CRONACA NERA REGGIANA
Reggio Emilia. RICONOSCE LA BICICLETTA RUBATA
Girava per le vie di Reggio Emilia in sella ad una bicicletta rubata nello stesso capoluogo reggiano   dove vive la vittima che a distanza di qualche settimana dal furto ha rivisto la sua bici per le vie di Reggio Emilia ed ha allertato i carabinieri della stazione di Corso Cairoli. L’utilizzatore non ha saputo giustificare il possesso ne ha voluto riferire le circostanze di come sia entrato in possesso della bicicletta per cui è finito nei guai. Con l’accusa di ricettazione i carabinieri della stazione di Corso Cairoli   hanno denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia un 35enne tunisino residente   in città. Il proprietario, un 69enne reggiano, al termine delle formalità di rito è quindi rientrato in possesso della sua bicicletta. Il singolare episodio è accaduto a Reggio Emilia l'altro pomeriggio. Il vero proprietario, che alla agli inizi del corrente mese aveva denunciato il furto della bicicletta sottrattagli dalle pertinenze della sua abitazione, aveva perso le speranze di poterla ritrovare. La sorte tuttavia gli ha dato una mano: in maniera del tutto incidentale l'uomo girando in zona stazione ha avuto la fortuna di “imbattersi” nella sua bicicletta da passeggio utilizzata da uno sconosciuto che ha notato in sella alla sua bici lungo via Eritrea in zona stazione. Ha chiamato il 112 dei carabinieri del comando provinciale di Reggio Emilia riferendo l’accaduto. Sul posto è intervenuta una pattuglia dei carabinieri della stazione di Reggio Emilia Principale che hanno individuato individuato l'utilizzatore. Subito fermato l'uomo non ha saputo giustificarne il possesso e quindi la lecita provenienza mentre per contro il derubato ha esibito copia della denuncia di furto che aveva sporto provando che l’oggetto del contendere era di sua proprietà. Il finale è presto detto: il “ciclista” usciva a piedi dalla caserma con una denuncia per ricettazione mentre il 69enne tornava in possesso della sua bicicletta.

Reggio Emilia. PRESO CON LE DOSI DI DROGA
Si trovava lungo via Turri in zona stazione a Reggio Emilia quando alla vista di una pattuglia della sezione radiomobile della compagnia di Reggio Emilia ha cercato di allontanarsi per evitare i controlli. Un atteggiamento che notato dai carabinieri ha insospettito gli operanti che raggiunto il giovane l’hanno fermato trovandolo in possesso di una decina di dosi di hascisc pronte allo spaccio. Nella vicina abitazione a seguito della perquisizione domiciliare i militari hanno rinvenuto altro stupefacente la cui detenzione è stata ricondotta ai fini di spaccio. Per questi motivi con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti i carabinieri della sezione radiomobile di Reggio Emilia hanno denunciato alla Procura reggiana un 27enne gambiano abitante in via Turri. L’origine dei fatti l’altra sera quando una pattuglia della sezione radiomobile di Reggio Emilia pattugliando via Turri, in zona stazione, notava un giovane extracomunitario che, alla vista dell’autoradio, cercava di allontanarsi, verosimilmente per eludere un eventuale controllo di polizia. Un atteggiamento notato dai carabinieri che insospettitisi raggiungevano il giovane fermandolo e identificandolo in un 27enne gambiano. Il giovane sottoposto a ispezione personale veniva trovato in possesso di una busta in cellophane contenente 10 dosi di hascisc del peso di 5 grammi che occultava nella tasca anteriore sinistra della giacca indossata. Dalla strada i carabinieri di spostavano alla vicina abitazione dando corso a una perquisizione domiciliare che portava al rinvenimento di mezzo grammo di hascisc ed alcuni di marijuana. Il giovane, con precedenti specifici, veniva condotto in caserma dove i carabinieri della sezione radiomobile procedevano a sequestrare quanto illecitamente detenuto procedendo a denunciarlo alla Procura reggiana per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.

Reggio Emilia. ATTENZIONE ALLE TRUFFE
Sebbene la forte campagna di sensibilizzazione portata avanti da tempo dai carabinieri comando provinciale di Reggio Emilia, con continui inviti a diffidare dagli estranei e chiamare il 112, abbia nel tempo portato a importanti risultati sul piano preventivo, si riaffacciano nel reggiano i raggiri ai danni di anziani ad opera di sedicenti avvocati e falsi carabinieri. Nonostante infatti siano stati numerosi i casi sventati, proprio grazie alla forte sensibilizzazione esercitata in tutta la provincia dai carabinieri, continuano ad imperversare le truffe del falso avvocato e del sedicente Maresciallo che attraverso pretestuose telefonate, effettuate esclusivamente a persone anziane, in maniera convincente chiedono soldi e preziosi per pagare la cauzione a seguito del fermo di figli e/o nipoti delle vittime responsabili di inesistenti incidenti stradali o sanzionati per infrazioni al codice della strada. I questo modo ieri mattina una 70enne è stata derubata di vari monili in oro, del valore di varie migliaia di euro da parte di questi truffatori. Prima la telefonata del falso Maresciallo che la informava che il figlio era stato fermato alla guida del'autovettura senza assicurazione e che poterlo lasciarlo andare bisognava pagare i verbali. Dopo pochi secondi a casa sua si presentava il falso avvocato che facendo intendere di dover procedere a curare gli interessi del figlio si faceva consegnare i preziosi in oro posseduti dalla donna in modo tale poter da pagare i verbali e liberare il figlio. Ottenuti i preziosi il truffatore si allontanava mentre l'anziana successivamente accortasi del raggiro lanciava l'allarme al 112 denunciando l'accaduto.   Un fenomeno delittuoso quello delle truffe ai danni di anziani che pare proprio non volersi fermare nonostante gli impegni in campo preventivo che da tempo sta vedendo i Carabinieri reggiani portare avanti in maniera insistente una mirata attività informativa finalizzata alla prevenzione di queste truffe. Per questo i carabinieri non abbassano la guardia e fermo restando le risultanze investigative su questo episodio invitano gli anziani ad alzare il livello di guardia e continuare a chiamare il 112 allorquando ricevono analoghe richieste da parte di falsi appartenenti all'Arma o all'ordine forense. Nel frattempo nel capoluogo reggiano è scattata la caccia ai truffatori: di norma quando questi farabutti telefonano agli anziani nei paraggi c’è sempre il complice pronto ad entrare in azione ed andare nella casa delle vittime per derubargli dei loro averi. Di recente proprio il comandante Provinciale Colonnello Cristiano Desideri, in un incontro con i giornalisti aveva sottolineato il fenomeno precisando che, fermo restando le indagini in corso per risalire alla banda sicuramente ben strutturata, grazie alla campagna di sensibilizzazione solo l’anno scorso erano state sventate oltre 50 truffe.






21/05/2020

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Paolo Ruini
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