TRE CASI DI CRONACA NERA
REGGIO EMILIA – FURTO SVENTATO E AUTO RECUPERATA
Si sono calati dal lucernario per compiere un furto ai danni di un’azienda di Reggio Emilia, leader nel settore del ciclo che distribuisce per l’Italia alcuni dei marchi prestigiosi del settore della bicicletta, ma il rapido intervento dei carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Reggio Emilia, allertati dall’attivazione dell’allarme ha sventato il colpo costringendo i malviventi alla fuga. E’ accaduto martedì’ notte quando poco dopo l’una e mezza giungeva alla centrale operativa del comando provinciale d Reggio Emilia l’allarme di furto presso un’azienda del capoluogo reggiano. L’allarme immediatamente è stato girato agli equipaggi in circuito del nucleo radiomobile della compagnia di Reggio Emilia che subito intervenuti hanno messo in fuga i ladri. Ladri che sono stati costretti a fuggire a piedi giacché il rapido intervento dei carabinieri ha permesso di recuperare una Fiat Stilo, abbandonata in mezzo alla strada con le portiere aperte ed ancora in moto, risultata rubata a Montecchio Emilia il 7 ottobre scorso. E mentre nel capoluogo scattavano le ricerche dei malviventi la ricognizione eseguita sul posto consentiva di appurare che la banda si era calata all’interno dell’azienda dal tetto passando dal lucernario che veniva forzato. Una volta dentro però i malviventi sentendo l’arrivo delle sirene dei carabinieri desistevano da ulteriori intento dandosi alla fuga con la Fiat Stilo poi abbandonata di tutta fretta in mezzo alla strada per non essere presi dai carabinieri. Il recupero dell’autovettura usata dai malviventi potrebbe portare alla svolta investigativa nell’identificazione e la cattura della banda. Al riguardo infatti sull’autovettura rubata i carabinieri hanno proceduto ai dovuti rilievi per cercare di trovare anche in sede scientifica una svolta investigativa in quanto gli operanti hanno proceduto all’esaltazione delle impronte digitali che verranno inviate al Reparto Investigazioni Scientifiche Carabinieri di Parma per le indagini di comparazione con i soggetti pregiudicati censiti in Banca Dati.

REGGIO EMILIA - DUE CLIENTI ERANO I LADRI DELLA PALESTRA
Si sono ritrovati unitamente alla vittima nell’area relax di una palestra del capoluogo reggiano e ignari che la zona fosse munita del sistema di videosorveglianza da clienti della palestra si sono improvvisati ladri derubando un 25enne di Reggio Emilia. La loro congiunta azione delittuosa che gli ha visti rubare un costoso smartphome è stata però immortalata dal sistema d videosorveglianza della palestra le cui immagini visionate dai carabinieri della stazione di Via Adua, a cui la vittima ha sporto denuncia, incrociate con i nominativi degli accessi all’area relax nell’ora del furto ha permesso ai militari della stazione di Reggio Emilia Santa Croce di individuare i ladri che vistisi scoperti hanno anticipato l’esito della perquisizione, che sarebbe stata fatta nelle rispettive abitazioni, rintracciando la vittima a cui hanno restituito lo smartphone che gli avevano rubato.   Con l’accusa di furto aggravato in concorso i carabinieri della stazione di Reggio Emilia Santa Croce hanno denunciato alla Procura reggiana un 45enne ed un 20enne, entrambi incensurati e residenti a Reggio Emilia. E’ stato il derubato, un 25enne reggiano, a presentarsi alla caserma dei carabinieri di via Adua denunciando il furto del suo smartphone, del valore di 500euro, che ignoti ladri gli avevano asportato dall’area relax di una palestra di Reggio Emilia. Ricevuta la denuncia i militari avvivano le indagini e, grazie anche alla collaborazione dei titolari della palestra, trovavano i primi elementi visionando il sistema di videosorveglianza installata all’interno dell’area relax. Le immagini rilevavano due clienti intenti a parlare con la vittima per poi approfittando di un momento di distrazione rubargli lo smartphone che aveva lasciato all’interno di un beauty case. Le immagini incrociate con i nominativi degli accessi alla spa portavano a dare un nome e un cognome ai due ladri. Convocati in caserma i due, probabilmente compresi i motivi della convocazione, anticipavano le risultanze investigative non solo ammettendo le loro responsabilità ma anche restituendo lo smartphone al derubato. I due venivano quindi denunciati con l’’accusa di concorso in furto aggravato.

CAMPAGNOLA EMILIA - COMPRA UNA BOTTIGLIA DI VINO CON CENTO EURO FALSI
Si è ritrovato in cassa una banconota da 100 falsificata e cosi un ristoratore di Campagnola Emilia si è rivolto ai carabinieri del suo paese che nello sviluppo investigativo delle indagini hanno catalizzato le attenzioni investigative nei confronti di un napoletano che negli ultimi giorni, come documentato dalle telecamere dei relativi varchi, bazzicava i comuni della bassa reggiana. La prova circa le sue responsabilità i Carabinieri di Campagnola Emilia le hanno avute quando, nel corso di un’apposita seduta di individuazione fotografica, lo stesso ristoratore, a cui l’uomo aveva rifilato la banconota da 100 euro, lo riconosceva in un suo potenziale cliente che si era recato nel ristorante per prenotare una cena per poi andare via acquistando una bottiglia di vino da 15 euro pagata con la banconota falsa, ma di buona fattura, da 100 euro. Con l’accusa di spendita di banconota falsificata i carabinieri della Stazione di Campagnola Emilia Enza hanno denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia un 37enne di Pollena Trocchia (NA) con a carico precedenti specifici. L’uomo, alla fine dello scorso mese di aprile, si presentava presso il ristorante e spacciandosi per un funzionario pubblico prenotava una cena per la sera concordando anche il menù. Prima di congedarsi, sostenendo dover fare un regalo a un amico, acquistava una bottiglia di vino da 15 euro che pagava con una banconota da 100 euro, ricevendo il resto. Quindi si allontanava, senza far ritorno più ritorno. Quando il ristoratore si è accorto d aver ricevuto la banconota falsa si è rivolto ai carabinieri fornendo gli unici dati in suo possesso: la descrizione del truffatore. La descrizione portava i carabinieri ad attenzionare l’odierno indagato, noto per analoghi colpi nel reggiano, trovando le conferme, dall’analisi dei transiti nei varchi comunali, che l’uomo era in zona il giorno delle truffa essendo stata rilevata la sua auto in transito più volte.   A prova regina della sua univoca responsabilità i carabinieri l’hanno ottenuta anche grazie al ristoratore che in apposita seduta di individuazione fotografica riconosceva nel 37enne indagato   colui che gli aveva rifilato la banconota da 100 euro falsa.





12/10/2017

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Paolo Ruini
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