SVENTATE QUATTRO TRUFFE
RUBIERA - La forte campagna di sensibilizzazione portata avanti da oltre un anno dai carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia (Marescialli che dal pulpito della chiesa al termine delle messe fanno la predica agli anziani, incontri promossi dai Carabinieri nei paesi con gli anziani etc.) con continui inviti a diffidare dagli estranei e chiamare il 112, sta portando importanti risultati sul piano preventivo. Nonostante oramai siano numerosi i casi sventati grazie alla forte sensibilizzazione esercitata in tutta la provincia dai carabinieri continua ad imperversare la truffa del falso avvocato e del sedicente Maresciallo che attraverso pretestuose telefonate, effettuate esclusivamente a persone anziane, in maniera convincente chiedono soldi e preziosi per ottenere risarcimenti su inesistenti incidenti stradali causati dai figli delle vittime. Ben 4 colpi sventati tra le 14,00 e le 16,00 dalle potenziali vittime che hanno chiamato i carabinieri veri della stazione di Rubiera che di concerto con la squadra antitruffa appositamente istituita dal Colonnello Buda comandante Provinciale dei carabinieri di Reggio Emilia in seno al dipendente Nucleo Investigativo hanno avviato le indagini per risalire ai truffatori. Nel mirino 4  donne anziane aventi un età compresa tra i 90 e gli 80 anni, tutte abitanti a Rubiera che non sono cadute nel raggiro grazie al fatto che le stesse, come consigliato da mesi dai Carabinieri, hanno chiamato il 112 evitando di consegnare nelle mani dei malviventi svariate migliaia di euro. Un fenomeno delittuoso quello delle truffe ai danni di anziani che pare non vuole arrestarsi nonostante gli impegni in campo preventivo che da tempo sta vedendo i Carabinieri reggiani portare avanti in maniera insistente una mirata attività informativa finalizzata alla prevenzione di queste truffe. Per questo i carabinieri non abbassano la guardia e fermo restando le risultanze investigative su tutti questi casi invitano gli anziani ad alzare il livello di guardia e continuare a chiamare il 112 allorquando ricevono analoghe richieste da parte di falsi appartenenti all’arma o all’ordine forense.


06/12/2017

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Paolo Ruini
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