CRONACA NERA ALCUNI EVENTI IN PROVINCIA
BIBBIANO COMPRA AUTO IN RETE E NON LA PAGA  Solitamente è l’inserzionista ad essere raggirato ma nell’odierna vicenda le parti si sono invertite. Il furbo acquirente oltre a non pagare l’importo di 12.000 euro concordato per l’acquisto di una Renault Clio ha rimesso in vendita su internet l’autovettura. La naturale conseguenza per quest’ultimo è stata la denuncia per truffa che i carabinieri di Bibbiano  hanno inoltrato, dopo la denuncia da parte della vittima, un reggiano. Tutto ha avuto inizio lo scorso mese di gennaio quando un 30enne di Bibbiano, con il fine di vendere la sua auto, pubblicava su un noto sito di annunci la vendita della macchina. E’ stato quindi contattato da un uomo dichiaratosi interessato all’acquisto con cui concordava un appuntamento. Visionata l’auto e accordatosi sul prezzo, l’acquirente manifestava la volontà di acquistare l’auto consegnando, dopo il passaggio di proprietà, un assegno postale che compilava per l’importo richiesto sottoscrivendolo davanti al venditore. Quando quest’ultimo, posto all’incasso l’assegno, apprendeva dalla sua banca l’impossibilità al pagamento trattandosi di assegno con firma apocrifa, contattava l’acquirente ricevendo le rassicurazioni del caso: avrebbe provveduto al pagamento attraverso un bonifico mai eseguito. Materializzato di essere rimasto vittima di una truffa l’uomo si rivolgeva ai carabinieri di Bibbiano che avviavano le indagini identificando nell’odierno indagato il responsabile del raggiro. Quest’ultimo tra l’altro, come accertato nel corso delle indagini, acquistata l’auto a costo zero cercava di piazzarla pubblicando, con tato di foto, la vendita dell’auto su un noto sito di annunci.

POVIGLIO VENDE FOLLETTI VIRTUALI
Grazie ad un’inserzione esca, una carta prepagata dove ricevere i soldi e la giusta dose di sfrontatezza, dalla puglia una casalinga si è insidiata nei siti di compravendita più cliccati piazzando annunci trattanti la vendita del folletto, il rivoluzionario aspirapolvere che ogni donna desidera avere in casa. Le trattative correvano via mail e quando sulla carta prepagata veniva accreditato il corrispettivo dovuto il gioco era fatto in quanto alla vendita non corrispondeva la spedizione del folletto. Quando l'acquirente lamentava il ritardo l’astuta casalinga spariva nel nulla. Una vera e propria truffatrice la 43enne della provincia di Foggia scoperta dai carabinieri della Stazione di Poviglio che l’hanno denunciata alla Procura di Reggio Emilia per il reato di truffa. La vittima, una operaio 55enne di Poviglio, volendo regalare l’aspirapolvere alla moglie, ha risposto ad un annuncio su un sito di e-commerce acquistando un folletto usato con l’accessorio “Picchio” al prezzo concordato di 250 euro che ha versato tramite bonifico per poi scoprire di essere raggirato allorquando non ha ricevuto l’aspirapolvere acquistato. Materializzato di essere rimasti vittima di un raggiro l’uomo si è presentato ai carabinieri della Stazione di Poviglio formalizzando la denuncia per truffa. Dopo una serie di riscontri tra l’indirizzo mail dove la trattativa era stata intavolata, l’IP del computer utilizzato per l’annuncio trappola e la carta prepagata dove erano stati versati i soldi, i Carabinieri catalizzavano le attenzioni investigative sull’odierna indagata nei cui confronti venivano acquisiti una serie di incontrovertibili elementi di responsabilità per il reato di truffa per la cui ipotesi di reato veniva quindi denunciata. Per l’operaio reggiano la possibilità ora di essere ora risarcito in sede penale a conclusione dell’iter processuale mentre per la truffatrice foggiana la consapevolezza di aver l'attenzione rivolta nei suoi confronti dai Carabinieri che intendo far luce sull'eventuale giro d'affari truffaldino della donna che risulta aver pubblicato successivamente analoghi annunci truffaldini.

Val d’Enza LANCIA BOMBA CARTA SUL BALCONE
Voleva a tutti i costi un confronto con l’ex ragazza e pur di ottenerlo non ha esitato a inviarle messaggi minacciosi arrivando perfino a compiere un gravissimo e pericolosissimo atto intimidatorio facendo esplodere una bomba carta nel balcone dell’abitazione dell’ex ragazza con danni conseguenti alla violenta deflagrazione. Responsabile, stando alle indagini condotte dai carabinieri di San Polo d’Enza, un 17enne ex fidanzato della vittima che da ieri si trova in una comunità dove è stato condotto dai carabinieri di San Polo d’Enza. Il Tribunale per i minorenni di Bologna, infatti, accogliendo le richieste della Procura della Repubblica presso lo stesso Tribunale, concorde con le risultanze investigative dei carabinieri sampolesi ha emesso la misura cautelare del collocamento in comunità del minore. Pesanti come un macigno le accuse mosse allo “stalker in erba” accusato di atti persecutori aggravati per aver posto in essere, con condotte reiterate, minacce e molestie nei confronti di una 20enne reggiana (con la quale era intercorsa una relazione affettiva durata due anni e conclusasi lo scorso mese di febbraio) cagionandole un perdurante e grave stato d’ansia e paura per la propria incolumità e dei suoi familiari costringendola ad alterare le proprie abitudini di vita. Accusa a cui devono aggiungersi quelle di esplosioni pericolose e danneggiamento aggravato in relazione alla deflagrazione della bomba carta lanciata contro la casa dell’ex. L’episodio piu’ grave la notte del 9 aprile scorso quando intorno alle 23,25 il minore, al fine di commettere il delitto di atti persecutori, lanciava una bomba carta sul balcone dell’appartamento dell’ex ragazza danneggiando 2 armadietti posti sul balcone stesso e il telaio dell’infisso esterno della finestra. Un grave atto intimidatorio che ha visto da subito i carabinieri della stazione di San Polo d’Enza indirizzare le attenzioni investigative nei confronti del minore a carico del quale i militari hanno acquisito una serie di incontrovertibili elementi di responsabilità in ordine ai reati di atti persecutori aggravati, esplosioni pericolose e danneggiamento aggravato. La stessa Procura per i minori concordando con le risultanze investigative dei carabinieri richiedeva ed otteneva l’odierno provvedimento cautelare di natura coercitiva che veniva eseguito dai militari che conducevano il 17enne in una comunità. Alla base della condotta delittuoso del minore il voler a tutti i costi chiarire con l’ex ragazza delle questioni che lo vedevano impossibilitato a mettersi in contatto con lei che aveva bloccato il suo profilo di whatsapp e che non gli rispondeva piu’ al telefono. La sera prima dell’attentato il minore con  altra utenza era riuscito a mandare un messaggio all’ex “preannunciando” cosa poi è accaduto la sera del 9 aprile:  “…..rispondimi altrimenti prende il sopravvento la rabbia che ho dentro……”. Rabbia culminata dopo 24 ore con il lancio della bomba carta contro l’abitazione della vittima.


16/04/2018

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Paolo Ruini
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