
PROVINCIA REGGIANA - La scuola reggiana affronta un’estate decisiva: secondo una stima prudenziale della Cisl Scuola Emilia Centrale, per l’anno scolastico 2026/2027 occorre coprire entro settembre circa 871 posti di ruolo tra docenti e personale Ata. Non è una normale oscillazione di organico, ma il segnale di un sistema che ogni anno riparte con troppe caselle vuote. E attenzione: oggi stiamo parlando di professionisti a tempo indeterminato, ma parallelamente, dopo il 23 agosto, si aprirà la partita degli incarichi annuali. Meno posti di ruolo andremo a coprire, più forte sarà il ricorso ai precari, che, tra Ata e docenti, nel solo anno scolastico ‘25-’26, già erano tra le 2.100 e le 2.300 unità nei ranghi della scuola reggiana.
UN FABBISOGNO CRONICO E PESANTE
“Questi dati – afferma Ciro Fiore, segretario generale aggiunto della Cisl Scuola Emilia Centrale – dimostrano che siamo davanti a un fabbisogno pesante e strutturale. Reperire 871 professionisti sarà una vera caccia, che non può diventare l’ennesima lotteria estiva. Le scuole reggiane hanno bisogno di docenti in cattedra e personale Ata di ruolo in servizio dal primo giorno di lezione. Ogni ritardo, ogni posto lasciato a supplenza, ogni nomina arrivata a scuola iniziata significa scaricare su presidi, lavoratori, studenti e famiglie il prezzo di una programmazione insufficiente. Al di là del tasso fisiologico dei pensionamenti che lasciano scoperte le cattedre, dobbiamo riflettere anche sull’indice alto di trasferimenti. Significa che molti docenti e Ata scelgono di lasciare Reggio, dove sappiamo che il costo della vita, di una casa, è diventato insostenibile per stipendi inadeguati”.
Un punto va capito bene: posti disponibili non significa automaticamente assunzioni in ruolo. Se Roma autorizzerà meno posti del fabbisogno reale, le scuole continueranno con supplenze, corse contro il tempo e personale precario.
ORA TEMPI CERTI E TRASPARENZA
“Il punto è semplice: le procedure devono essere rapide, trasparenti e comprensibili. Non basta annunciare assunzioni a livello nazionale se poi nei territori i posti restano scoperti o coperti tardi – prosegue Fiore –. Reggio non può permettersi un altro settembre con cattedre vuote, segreterie sotto pressione e collaboratori insufficienti”.
08/07/2026
Autore:
Paolo Ruini
paoloruini@canaledisecchia.it