
REGGIO EMILIA -Riceviamo un Comunicato Stampa del consigliere comunale avv. Giovanni Tarquini, capogruppo di Lista Civica per Reggio e presidente di Associazione Reggio Civica sul bosco urbano di Ospizio La ferma presa di posizione di comitati e simpatizzanti che arrivano da ogni dove per impedire l'abbattimento degli alberi dell’area verde di Ospizio e la sortita di Europa Verde e Alleanza Verdi-Sinistra schieratesi contro il contestato progetto Conad/Comune mettono a nudo una contraddizione che la maggioranza reggiana non può spiegare ai cittadini se non appalesando tutti i suoi imbarazzi e le sue contraddizioni.
Non si tratta di critiche qualsiasi: è la gente che lotta per la tutela dell'ambiente ed è il partito dello stesso assessore alle Politiche per la sostenibilità, Carlotta Bonvicini, a bollare l'operazione come sbagliata, "anacronistica" e sbilanciata a favore degli interessi commerciali di un privato.
A questo punto la domanda è legittima: cosa spinge il sindaco, la giunta e il malcapitato assessore Bonvicini a non retrocedere e a insistere per dare il via libera ai cantieri di realizzazione del nuovo Conad?
Ci dicono, e inducono i loro fedelissimi a dire, che il quartiere avrà finalmente una biblioteca, una bella Casa di comunità e un supermercato raggiungibile a piedi (!). Oltre a giovani e bellissimi alberelli. Bè, è chiaro che si vuole indorare una pillola molto amara che, come sappiamo, arriva da lontano. Arriva dagli sciagurati progetti sul futuro (che è diventato l'oggi) dell'ex sindaco Delrio e dei suoi fedeli dirigenti specialisti in architettura cittadina.
Ben poco elegante è però mettere ora in prima linea una gentile signora, anch'essa ben esperta ormai, nonostante la giovane età, di verde pubblico e di architettura cittadina. Signora che non possiamo pensare che sia intimamente in linea con quanto Conad e vecchia guardia, teleguidando la nuova, stanno facendo.
Ma allora, se le perplessità espresse sono sincere — e non c'è motivo di dubitarne, vista la fermezza dei toni — restare al proprio posto di assessore mentre la propria area politica, quella estranea all'amministrazione locale, rema contro, appare quantomeno stridente. La coerenza tra ruolo istituzionale e linea di partito non dovrebbe essere un dettaglio negoziabile: o si condivide la scelta e la si difende pubblicamente, oppure si trae la conseguenza politica di un dissenso così netto.
Ma c'è una terza via, a nostro parere. Ed è quella di dire chiaramente da dove nasce questa scelta, chi l'ha voluta, chi ha consentito al Conad di avere tutte le carte in regola oggi per procedere, purtroppo ormai anche con la forza. Del diritto ovviamente.
Ciò che sta accadendo in questi giorni è ancora una volta il ritratto di un'amministrazione sgangherata, incapace di tagliare con il passato e di rivendicare quella autonomia di pensiero così tanto sbandierata dal candidato sindaco Massari.
Chiedere le dimissioni dell'assessore Bonvicini sarebbe adesso troppo facile. L'assessore Bonvicini ricorda invece la figura di Penelope costretta a fare la volontà di altri, che pur non condivide. Dove può toglie cemento per cercare di mitigare le isole di calore cittadine e al contempo, però, sotto la pressione dei Proci che pur stentano qui ad appalesarsi, deve ingoiare gli errori commessi anni e anni fa dalla giunta Delrio e dal fido architetto Magnani. Soggetti evidentemente disinteressati alla cura dell'ambiente e del territorio, e ben più interessati, invece, ad operazioni finanziarie economicamente vantaggiose. Il fatto è che oggi quel vantaggio economico, ammesso che ci sia stato con la vendita dell'area verde, cede miseramente di fronte agli interessi dei cittadini residenti e alle resistenze di chi ama il verde e l'ambiente più dei forzieri o dei depositi bancari.
Ciò che occorre oggi è il rispetto dei bisogni dei cittadini per i quali il benessere è dato non solo dalla bellezza e dalla cura dei luoghi, ma anche dalle sempre più necessarie aree verdi. La stessa assessore Bonvicini ci insegna che il verde mitiga sensibilmente le temperature torride a cui saremo sempre più soggetti in Pianura Padana. In questa vicenda il rischio è ancora una volta di arroventare, oltre al clima, il difficile equilibrio politico della nostra amministrazione locale. Ne prendano atto e facciano finalmente qualcosa di buono.
Il consigliere comunale avv. Giovanni Tarquini
capogruppo di Lista Civica per Reggio Emilia,
e presidente dell'Associazione Reggio Civica
06/08/2026
Autore:
Paolo Ruini
paoloruini@canaledisecchia.it