EVENTI DI CRONACA REGGIANI
CADELBOSCO DI SOPRA - ESIBISCE UNA CARTA D'IDENTITÀ PRIVA DI MICROCHIP DURANTE UN CONTROLLO: DENUNCIATO DAI CARABINIERI UN 65ENNE
Possesso di documenti di identificazione falsi la contestazione mossa dai Carabinieri di Cadelbosco di Sopra a un automobilista residente a Poviglio. Il documento manomesso è stato sottoposto a sequestro penale.



(FOTO ALLEGATA)

Cadelbosco di Sopra – Fermato durante un normale posto di controllo stradale nelle ore notturne mentre si trovava alla guida di un'autovettura, ha dichiarato di non avere con sé la patente di guida. Invitato dai militari a esibire un altro documento di riconoscimento valido, ha mostrato una Carta d'Identità Elettronica che, a un primario ed esame visivo, presenta un'evidente anomalia: il microchip digitale presente sul supporto plastificato era stato completamente asportato e rimosso. Per questi motivi, con l'accusa di possesso di documenti di identificazione falsi, i Carabinieri della Stazione di Cadelbosco di Sopra hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia, diretta dal Procuratore Capo Dott. Calogero Gaetano Paci, un uomo di 65 anni residente a Poviglio. Il procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguirà per i consueti approfondimenti investigativi al fine delle valutazioni e determinazioni inerenti all'esercizio dell'azione penale. L’origine dei fatti risale alla notte del 12 ottobre, intorno alle ore 00:50, quando la pattuglia della Stazione Carabinieri di Cadelbosco di Sopra, impegnata in un servizio perlustrativo di controllo del territorio, ha proceduto a intimare l'alt a un'autovettura in transito lungo via Don Pellegrino d'Oglio. Alla guida del veicolo si trovava un 65enne che, alla richiesta di esibire il documento di guida, ha riferito agli operanti di esserne sprovvisto. Sollecitato pertanto a consegnare un ulteriore documento utile ai fini dell'identificazione personale, l'uomo ha fornito una Carta d'Identità Elettronica rilasciata dal Comune di Poviglio. I militari hanno immediatamente notato come dal documento fosse stato rimosso in maniera distinta e netta il dispositivo microchip incorporato. I successivi riscontri eseguiti tramite le banche dati in uso alle forze di polizia hanno peraltro permesso di accertare che l'autovettura condotta dal 65enne stava circolando pur non essendosi sottoposta alla prescritta visita di revisione periodica nei termini prescritti. Accompagnato presso i locali della Stazione Carabinieri di Cadelbosco di Sopra per la contestazione delle relative sanzioni amministrative previste dal Codice della Strada, l'uomo – non essendo in possesso di un altro documento idoneo a confermarne con certezza l'identità – è stato successivamente condotto presso la Compagnia Carabinieri di Guastalla per essere sottoposto a rilievi dattiloscopici e fotosegnalamento. La procedura tecnica ha confermato le generalità anagrafiche contenute nel documento di riconoscimento esibito. Accertata la palese manomissione della carta d'identità (valida anche per l'espatrio), i Carabinieri della Stazione di Cadelbosco di Sopra hanno proceduto al sequestro penale del documento alterato ed è scattato il deferimento in stato di libertà del 65enne alla Procura reggiana per le violazioni di legge previste in materia di documenti di identificazione.

CORREGGIO - IN AZIENDA CON UN FURGONE PER RUBARE MATERIALE IN GHISA: DUE PERSONE DENUNCIATE DAI CARABINIERI. Tentato furto aggravato in concorso all'interno di un'azienda la contestazione mossa dai Carabinieri della Stazione di Correggio a due uomini di 40 e 29 anni.
Si sono introdotti all'interno del perimetro di un’azienda di via della Tecnica a Correggio a bordo di un furgone con l'intento di caricare e rubare diverso materiale in ghisa; scoperti a seguito della segnalazione al 112, sono stati fermati e identificati dai carabinieri correggesi. Per questi motivi, con l'accusa di tentato furto aggravato in concorso, i Carabinieri della Stazione di Correggio hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia, diretta dal Procuratore Capo Dott. Calogero Gaetano Paci, un 40enne nato in Marocco e un 29enne nato in Moldavia. Il procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguirà per i consueti approfondimenti investigativi al fine delle valutazioni e determinazioni inerenti all'esercizio dell'azione penale. L’origine dei fatti nel tardo pomeriggio dell'11 ottobre, intorno alle ore 17:35, quando i Carabinieri della Stazione di Correggio sono intervenuti presso la ditta situata in via della Tecnica a seguito della segnalazione della presenza di un autocarro all'interno del capannone e di segni di effrazione ai cancelli d'accesso. Giunti prontamente sul posto, i militari dell'Arma hanno riscontrato la presenza del veicolo con le chiavi inserite e il motore ancora caldo, nel cui cassone erano già stati caricati diversi quintali di materiale in ghisa e alcuni arredi aziendali. Nel corso delle successive verifiche nell'area cortiliva, si è presentato il 40enne sostenendo di avere in uso il mezzo e di essere giunto per recuperarlo a seguito della geolocalizzazione GPS indicatagli dal proprietario; poco dopo è sopraggiunto anche il 29enne a bordo di un'autovettura. Al termine degli accertamenti e dei capillari riscontri condotti sul posto dai Carabinieri – che hanno consentito di accertare le effrazioni e la non plausibilità delle giustificazioni fornite – il furgone e il materiale sono stati posti sotto sequestro probatorio. Alla luce degli elementi di presunta responsabilità acquisiti, i Carabinieri della Stazione di Correggio hanno deferito in stato di libertà alla Procura reggiana i due uomini, rispettivamente di 40 e 29 anni, per il reato di tentato furto aggravato in concorso.

MONTECCHIO EMILIA - DIMENTICA IL PORTAFOGLI CON 200 EURO AL DISTRIBUTORE DI BENZINA E GLIELO SVUOTANO: DUE DONNE DENUNCIATE DAI CARABINIERI
L'accusa di appropriazione indebita è stata mossa dai Carabinieri della Stazione di Montecchio Emilia a carico di due donne di 30 e 34 anni che si sono appropriate del denaro contante prima che il proprietario potesse recuperarlo. Si appropriano indebitamente del portafoglio dimenticato da un giovane presso un distributore di carburante, trattenendo la somma contante di 200 euro contenuta all'interno; individuate grazie all'analisi dei filmati dei sistemi di videosorveglianza, sono state identificate e denunciate dai carabinieri della Stazione di Montecchio Emilia. Per questi motivi, con l'accusa di appropriazione indebita, i Carabinieri della Stazione di Montecchio Emilia hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia, diretta dal Procuratore Capo Dott. Calogero Gaetano Paci, una 30enne residente a Bibbiano e una 34enne residente a Montecchio Emilia. Il procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguirà per i consueti approfondimenti investigativi al fine delle valutazioni e determinazioni inerenti all'esercizio dell'azione penale. L’origine dei fatti risale allo scorso 2 giugno, quando un giovane di 22 anni del posto, mentre si trovava presso il distributore ENI di via Provinciale per Reggio a Montecchio Emilia, ha inavvertitamente dimenticato il proprio portafogli all'interno del quale vi era la somma in contanti di 200 euro. Accortosi poco dopo della dimenticanza, il giovane è prontamente tornato sul posto senza tuttavia rinvenire l'oggetto. Nella giornata del successivo 4 giugno il portafogli è stato infine rinvenuto e restituito al legittimo proprietario, il quale ha però constatato con rammarico che la somma contante di 200 euro era stata integralmente asportata. Di conseguenza, il 22enne si è recato presso gli uffici della Stazione Carabinieri di Montecchio Emilia per sporgere formale denuncia dell'accaduto. I militari della stazione di Montecchio Emilia hanno immediatamente avviato gli accertamenti d'indagine acquisendo ed esaminando scrupolosamente i filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza installati presso l'impianto di carburante. L'attenta analisi delle immagini ha consentito agli operanti di ricostruire nel dettaglio la sequenza dei fatti, immortalando il momento in cui le due donne si sono impossessate del portafogli per poi prelevarne il denaro prima della sua restituzione. A conclusione delle indagini e a seguito dei capillari riscontri incrociati condotti dall'Arma locale, le due presunte responsabili sono state compiutamente identificate e deferite in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia per il reato di appropriazione indebita in concorso.

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13/10/2026

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Paolo Ruini
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