LA NUOVA SFIDA E' SOSTENERE CHI PRENDE CURA DEI FAMIGLIARI FRAGILI
MODENA - IL 27 OTTOBRE A MODENA Welfare aziendale, la nuova sfida è sostenere chi si prende cura di familiari in condizioni di fragilità
Nell’ambito di «Associati per Associati» di Confindustria Emilia, un confronto su come cambiano i bisogni dei lavoratori e sulle risposte offerte dalle nuove tecnologie. In Italia un adulto su quattro si prende cura di un’altra persona e 4,6 milioni di over 65 vivono soli. Le imprese allargano il welfare dal dipendente alla sua famiglia, tra flessibilità, servizi e innovazione. Tra le nuove soluzioni CareTV, un sistema sviluppato a Modena per aiutare le persone anziane a vivere nella propria casa e offrire maggiore serenità ai familiari. Un permesso chiesto all’ultimo momento per accompagnare la madre a una visita medica. Il pensiero di un padre anziano che vive solo dall’altra parte della città. La preoccupazione per una telefonata senza risposta. In un Paese che invecchia, sono situazioni sempre più frequenti, che impongono di trovare nuovi equilibri tra vita privata e lavoro. Per milioni di persone la giornata lavorativa si intreccia con la cura dei genitori anziani e, più in generale, di familiari in condizioni di fragilità. Una realtà che sta modificando anche le scelte delle imprese in materia di welfare aziendale. Nato soprattutto come insieme di benefit economici, oggi il welfare tende ad allargarsi alla qualità della vita nel suo complesso, con un’attenzione crescente ai bisogni familiari e alla possibilità di conciliare responsabilità professionali e attività di assistenza.



Il contesto demografico aiuta a comprendere la portata del fenomeno. Secondo l’Istat, al 1° gennaio 2026 gli over 65 in Italia sono 14,8 milioni, circa un quarto della popolazione. Nel 2025 quelli che vivono soli sono 4,6 milioni. Non si tratta necessariamente di persone non autosufficienti. L’ultima stima Istat che incrocia autonomia e vita solitaria, riferita al 2019, contava oltre 1,6 milioni di anziani autosufficienti che vivevano soli. Persone che desiderano continuare a vivere nella propria casa, mantenendo abitudini e indipendenza, ma che possono avere bisogno di un sostegno. E quel sostegno arriva spesso da un figlio che lavora. Nel 2024, rileva ancora l’Istat, un adulto su quattro si prendeva cura di un familiare o di un’altra persona.



Le imprese cominciano a confrontarsi con questa trasformazione. L’indagine di Confindustria sul lavoro, realizzata nel 2025, rileva iniziative di welfare in più della metà delle aziende associate. Anche tra le realtà premiate nell’ultima edizione di Italy’s Best Employers, la classifica realizzata da Statista per il Corriere della Sera, trovano spazio misure rivolte ai dipendenti che assistono un familiare: assicurazioni sanitarie e servizi di telemedicina estesi ai parenti, programmi di family care, flessibilità degli orari e possibilità di ricorrere allo smart working.



«Il caregiving è uno degli ambiti in cui la trasformazione è più evidente – osserva Marcella Gubitosa, fondatrice e CEO di Stars&Cows, esperta di organizzazioni e risorse umane – Pensavamo soprattutto ai figli, agli asili nido aziendali. Oggi il concetto si allarga ai familiari anziani: c’è una fascia molto ampia di persone che non ha bisogno di una struttura, ma di un aiuto. È qui che il welfare aziendale può dare risposte importanti, anche in termini di pari opportunità, perché il peso della cura ricade ancora in gran parte sulle donne».

 

Un cambiamento che le imprese del territorio conoscono bene. «Diversi nostri soci dipendenti sono caregiver di persone con un’autonomia parziale – spiega Gianluca Verasani, presidente della Cooperativa Bilanciai di Campogalliano –. Ragioniamo quindi di flessibilità negli orari di ingresso e di uscita e di periodi di assenza programmati. Nei colloqui di selezione la prima domanda posta dai candidati non è più quanto si guadagna, ma se si riusciranno a mantenere le proprie abitudini fuori dal lavoro. Il lavoro resta importante, sul podio, ma non al primo posto».



DA MODENA UN’INNOVATIVA   RISPOSTA DAL NOME “ANGELO”

Accanto alle misure organizzative, anche la tecnologia può contribuire a costruire nuove forme di welfare, offrendo strumenti capaci di sostenere contemporaneamente l'autonomia delle persone anziane e la serenità dei familiari. È in questo ambito che si inserisce CareTV e in particolare Angelo, nome evocativo del sistema intelligente di sicurezza domiciliare da remoto sviluppato da Care-TV Srl, società modenese che ha scelto di utilizzare uno degli oggetti più familiari agli anziani: il televisore di casa. Attraverso lo schermo vengono trasmessi promemoria e comunicazioni, mentre il sistema consente di monitorare eventuali situazioni anomale senza richiedere l'utilizzo di braccialetti o altri dispositivi indossabili. Il sistema è progettato per tutelare la riservatezza della persona: in presenza di eventi rilevati come potenzialmente critici, l'intelligenza artificiale può attivare un collegamento audio e video con l'applicazione utilizzata dal caregiver dal proprio smartphone.



«Abbiamo persone in ufficio che non sono serene, perché hanno sempre un dubbio: la mamma non ha risposto al telefono, il papà è un po' che non lo sento – spiega Fabio Malagoli, amministratore delegato di Care-TV Srl –. CareTV, e in particolare l’applicazione che abbiamo denominato Angelo non chiede nulla all'anziano e nessuno vede niente finché non succede qualcosa, ma il figlio sa che, se c'è un problema, lo saprà subito. Mi preme sottolineare che nello sviluppo delle nostre soluzioni abbiamo prestato particolare attenzione anche al prezzo finale perché riteniamo che il servizio debba essere accessibile al maggior numero possibile di persone. Rispetto al mondo dell’impresa aggiungo che offrire serenità significa contribuire alla qualità complessiva della vita: è un benefit che contemporaneamente porta valore alla persona e all'azienda».



L'innovazione tecnologica diventa così uno strumento che può affiancare le tradizionali misure di welfare, rispondendo a un bisogno destinato a crescere con l'invecchiamento della popolazione: permettere alle persone anziane di continuare a vivere nella propria casa e, nello stesso tempo, alleggerire le preoccupazioni dei familiari impegnati nel lavoro.



L'APPUNTAMENTO DEL 27 OTTOBRE A MODENA

Di queste nuove prospettive si parlerà martedì 27 ottobre alle ore 15.30, in via della Scienza 50 a Modena, nell'ambito di «Associati per Associati», il format promosso da Confindustria Emilia. L'incontro, dal titolo «Welfare aziendale evoluto: soluzioni tecnologiche per la longevità», sarà dedicato al ruolo dell'innovazione nel rispondere alle esigenze emergenti dei lavoratori e delle loro famiglie. Maurizio Morini, operation leader di Care-TV Srl, interverrà sul tema dell'intelligenza artificiale al servizio della longevità, mentre Fabio Malagoli ripercorrerà il percorso imprenditoriale che ha portato CareTV dall'idea al mercato. Seguirà un momento di confronto con il pubblico.





SCHEDA DI APPROFONDIMENTO – CARETV

Un progetto nato e sviluppato a Modena

CareTV è stato sviluppato interamente a Modena, hardware compreso, dal team della società. Il sistema arriva al lancio dopo tre anni di ricerca, condotta anche attraverso il confronto con professionisti sanitari – geriatri, medici, infermieri – gestori di strutture per persone anziane e famiglie. L'obiettivo è favorire la permanenza delle persone anziane nella propria abitazione, rispettandone autonomia, abitudini e riservatezza, e offrire ai familiari uno strumento di supporto nella gestione delle possibili situazioni di emergenza.



A settembre la società ha raddoppiato il capitale, portandolo da 1,5 a 3 milioni di euro, per sostenere lo sviluppo e il lancio commerciale.



Per delineare le prossime linee di sviluppo, con particolare attenzione a nuove funzionalità destinate a favorire la socialità e l'invecchiamento attivo, è prevista anche la costituzione di un comitato scientifico che sarà composto da professionisti del settore sanitario.



Il progetto guarda anche all'inclusione lavorativa. Nella fase di crescita l’azienda prevede di inserire nella propria organizzazione persone fragili o con difficoltà di accesso al mercato del lavoro, che potranno svolgere la propria attività da casa.


Gallery


26/10/2026

Autore:
firma autore articolo

Paolo Ruini
paoloruini@canaledisecchia.it