CASALGRANDE SOSTIENE LA CAMPAGNA DI LIBERA
CASALGRANDE - Beni confiscati e legalità.
Il Consiglio comunale di Casalgrande sostiene all’unanimità la campagna di Libera
Tutte le forze consiliari unite per il riutilizzo sociale dei patrimoni sottratti alle mafie. Cassinadri: «Il valore più profondo della confisca si realizza quando un bene torna a essere patrimonio della collettività».
Casalgrande, 30 ottobre 2026 – Il Consiglio comunale di Casalgrande ha approvato all’unanimità, nella seduta del 29 ottobre, l’ordine del giorno a sostegno della campagna nazionale di Libera “Diamo linfa al bene”, promossa nell’ambito del percorso “Fame di verità e giustizia”.
Un voto che ha riunito Noi per Casalgrande e SiAmo Casalgrande, Partito Democratico, Voi per Casalgrande, Movimento 5 Stelle e Gruppo Misto attorno a un obiettivo comune: sostenere il contrasto alla criminalità organizzata e favorire il recupero dei beni confiscati, affinché possano diventare spazi, servizi e opportunità a disposizione della collettività.
L’approvazione unanime esprime un indirizzo condiviso dell’intero Consiglio, nel rispetto dei diversi ruoli e delle appartenenze politiche. Il sindaco, la Giunta e l’Assessorato alla Legalità raccolgono questo indirizzo comune, confermando l’impegno dell’Amministrazione a promuoverne le finalità e a proseguire il lavoro istituzionale sulle possibilità di recupero e valorizzazione dei beni presenti sul territorio.
«Ringrazio tutti i gruppi consiliari per l’attenzione e per il sostegno espresso con l’approvazione unanime dell’ordine del giorno. Parlare di beni confiscati significa parlare di legalità, giustizia e responsabilità delle istituzioni, ma soprattutto di quale idea di comunità vogliamo costruire. Il valore più profondo della confisca si realizza quando un bene torna a essere patrimonio della collettività», dichiara l’assessore alla Legalità Marco Cassinadri.
L’ordine del giorno sostiene la proposta di destinare il 2% delle risorse derivanti dalla gestione del Fondo Unico di Giustizia riversate allo Stato al recupero degli immobili confiscati e all’avvio di progetti di riutilizzo sociale. La campagna è sostenuta anche da Avviso Pubblico, associazione alla quale il Comune aderisce dall’agosto 2017 e di cui Cassinadri è vicepresidente nazionale.
La disponibilità di risorse adeguate è decisiva per accompagnare la confisca con percorsi effettivi di assegnazione, recupero e utilizzo. Gli immobili possono diventare sedi associative, spazi educativi, servizi per le persone fragili o luoghi per le attività delle cooperative sociali e degli enti del Terzo settore. Per realizzare questi obiettivi servono progetti sostenibili e collaborazione tra istituzioni e realtà del territorio.
A Casalgrande risultano quattro beni confiscati alla criminalità organizzata, riconducibili a due unità immobiliari e alle relative pertinenze, monitorati da anni dall’Amministrazione. Il Comune ha manifestato in diverse occasioni il proprio interesse a ottenerne l’assegnazione da parte dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.
«A Casalgrande abbiamo quattro beni confiscati che conosciamo e monitoriamo da anni. L’interesse dell’Amministrazione a ottenerne l’assegnazione è già stato manifestato. Ora è importante continuare a lavorare, mantenendo aperto il confronto con l’Agenzia nazionale, per individuare le opportunità di acquisizione e le possibili prospettive di riutilizzo», afferma Cassinadri.
Le possibilità di assegnazione e valorizzazione dovranno essere valutate in relazione alle condizioni degli immobili, agli eventuali vincoli e alle procedure previste. Le future destinazioni richiederanno verifiche specifiche e una valutazione della sostenibilità degli interventi e delle attività.
«Non basta assegnare un immobile se poi mancano le risorse per rimetterlo in funzione. Spesso il tempo che intercorre tra la confisca e l’assegnazione può contribuire al deterioramento dei beni, rendendo necessari interventi di ripristino anche significativi. Per questo è importante individuare strumenti economici adeguati e stabili, capaci di trasformare la confisca in un investimento concreto per la legalità e la coesione sociale», conclude l’ass



30/10/2026

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Paolo Ruini
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