
PROVINCIA REGGIANA - "Da tre anni la Cisl si batte per una casa accessibile, quella popolare per chi è più fragile e quella a canone sostenibile per lavoratori e famiglie della classe media messe in ginocchio dalla bolla speculativa. Nell’Agenda Abitare Bene Comune ritroviamo tre nostre richieste fatte pubblicamente e crediamo che Comune e Acer abbiano imboccato la direzione giusta. Non ci si fermi qui, ora è il tempo di una grande task force per intervenire radicalmente anche sulle cause del caro affitti".
Così Andrea Sirianni, segretario confederale della Cisl Emilia Centrale con delega alla casa, interviene sul piano ABC varato da Acer e Comune. Dal quale emerge il fatto, per nulla secondario, che il Comune ha deciso di ricorrere al Piano casa nazionale, che Cisl sollecitava da mesi, candidando 240 alloggi.
Nella nota allegata Sirianni e la Cisl reggiana dettagliano obiettivi e formazione della task force che riunisca Comune, Provincia, Acer, sindacati, associazioni dei proprietari, tecnici e operatori dell’edilizia. Uno strumento per censire immobili e aree, preparare candidature, coordinare finanziamenti regionali e nazionali e controllare tempi dei cantieri e delle assegnazioni. Non un tavolo-cartolina, ma una regia operativa valida per affrontare anche un capitolo urbanistico che non si può eludere: è possibile costruire a Reggio nuove case per finalità sociali?
"Recuperare gli sfitti è indispensabile ed è la prima leva. In subordine una nuova disponibilità di alloggi popolari e, soprattutto, di case per la classe media aiuterebbe a ridurre la pressione speculativa sugli affitti. Vogliamo essere chiari – spiega Sirianni –: fermare il consumo di suolo a salso zero deve essere una bussola morale, ma non può diventare una gabbia. La task force servirebbe anche a determinare se, nei limiti di legge, possiamo mettere in campo nuove costruzioni con una destinazione sociale certa e canoni vincolati".
E se parliamo di mercato privato, il sindacato di via Turri individua con ancora maggiore convinzione nel dialogo con le associazioni dei proprietari e i sindacati degli inquilini la strada maestra per aggiornare gli accordi territoriali sul canone concordato, fermi al 2020 nel capoluogo e al 2004 in provincia.
01/11/2026
Autore:
Paolo Ruini
paoloruini@canaledisecchia.it