
REGGIO EMILIA - Nella mattinata del 1 novembre, l'Associazione Nazionale Volontari di Guerra ha commemorato i Caduti Militari Reggiani di tutte le guerre.
Rinnovando una tradizione consolidata della Federazione locale, sodali e simpatizzanti si sono recati presso il Sacello della "Lampada della Fraternità", dedicato ai Caduti Militari Italiani, sito nel Cimitero Monumentale di Reggio.
La cerimonia si è svolta con la deposizione di una corona di alloro dedicata ai Caduti reggiani che, vestendo una divisa, hanno combattuto con Onore all'ombra del Tricolore dall'Unità d'Italia ad oggi.
In questa occasione, nel novantesimo anniversario della fine della guerra di Etiopia, abbiamo voluto ricordare i numerosi Militari Reggiani che vi presero parte, nostri concittadini colpevolmente cancellati dalla memoria della città.
Nei due anni di guerra e nel triennio successivo, 2817 Reggiani parteciparono alle operazioni belliche in Africa Orientale, nei più svariati ruoli, inquadrati nel Regio Esercito, nella Marina, e nell'arma aerea. A questi si aggiunsero 740 Volontari, inquadrati per lo più nella 79° Legione Cispadana (M.V.S.N).
In questo contesto bellico 69 nostri concittadini cadranno in combattimento o per malattia.
Infine, 84 sono i cittadini Reggiani decorati, tra i quali spiccano 4 MOVM.
Una di queste medaglie scintilla sul Labaro della Federazione ed è quella del Colonnello Mario Calderini. Nato a Reggio Emilia il 14 ottobre 1885, ufficiale del Corpo di Stato maggiore, Calderini aveva maturato una lunga esperienza militare, partecipando alla guerra italo-turca e alla Prima guerra mondiale. Durante la campagna d’Etiopia si offrì di prendere parte alle operazioni e fu assegnato al comando del III Corpo d’armata. Il suo nome è legato al "massacro di Lechemti", una zona dell'Etiopia occidentale ove il 26 giugno 1936 atterrò una spedizione italiana incaricata di svolgere una ricognizione e stabilire contatti con le autorità locali. All’alba del giorno seguente, il campo fu attaccato da combattenti etiopi. Calderini venne trucidato insieme a quasi tutti i componenti della missione. Le loro spoglie andarono disperse, sul sepolcro di famiglia ancora presente nel Cimitero monumentale è riportato il suo epitaffio.
Il valore di questi Volontari Reggiani non risiede soltanto nell’atto militare, ma
nello spirito che lo ispirò: la capacità di anteporre il bene comune al proprio destino, la volontà di servire i più alti ideali della Patria e dell'Onore, la dedizione a tutta la comunità nazionale fino al più alto sacrificio. È un lascito morale che va oltre le guerre e oltre le epoche, una fiamma che i morti che sono vivi ci consegnano, affinché illumini anche i vivi che sono morti.
Il nostro compito, come Volontari e come Reggiani, è raccogliere quell’eredità di
valore, trasformandola in impegno civile, divulgazione della verità storica, difesa
della libertà e della dignità di tutti i Caduti all'ombra del Tricolore.
Desideriamo ringraziare i sodali Luca Tadolini e Roberto Lanzoni, il Presidente Assoarma Comm. T. Coll. Fabio Zani e tutti gli altri amici presenti.
PER L'ITALIA!
(Per le foto ringraziamo Fabio Zani e Teresa Materi)
Alessandro Casolari
Presidente Federazione di Reggio Emilia
Associazione Nazionale Volontari di Guerra
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02/11/2026
Autore:
Paolo Ruini
paoloruini@canaledisecchia.it