TRUFFE ON LINE DA PARTE DI UN FALSO CARABINIERE
Castelnovo Sotto. Oltre ai classici espedienti dei vari truffatori che si annidano nella rete (inserzione esca, numero di telefono per concludere la trattativa e una carta prepagata dove ricevere i soldi) un 35enne tarantino ha alzato l’asticella del livello da astuzia traendo in inganno svariate persone in tutt’Italia che raggirava, spacciandosi carabiniere, con vendite fantasma online di smartphone. L’uomo infatti per assicurarsi il profitto della falsa vendita riferiva di essere un carabiniere con l’intento riuscito di rafforzare nella vittima la fiducia per l’invio del danaro quale profitto della vendita di smartphone che poi non spediva. Per rendere più credibile la messinscena aveva associato al profilo WhatsApp, dove veniva intavolata la trattiva di vendita, la foto di un carabiniere. A scoprirlo i carabinieri della stazione di Castelnovo Sotto che grazie a mirate indagini telematiche hanno identificato il truffatore in un 32enne tarantino, con a carico una sfilza di analoghi precedenti, denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia per i reati di truffa, usurpazione di titoli e sostituzione di persona. La vittima, un 50enne abitante a Castelnovo Sotto, con l’intento di regalarsi uno smartphone ha risposto ad un annuncio su un sito di e-commerce trattando l’acquisto del pezzo messo in vendita a 150 euro. Dopo aver concordato modalità di pagamento e spedizione dell’oggetto acquistato ha provveduto a versare il dovuto nella postepay fornitagli dal venditore spacciatosi appunto per un carabiniere. Con il passare del tempo non vedendosi recapitarsi l’oggetto e non riuscendo più a contattare il venditore l’uomo nel sospetto di essere vittima di una truffa si è presentato ai carabinieri della stazione di Castelnovo Sotto materializzando di essere stato truffato in quanto con il nome e cognome fornito dal truffatore non risultava esistere alcun carabiniere. Dopo una serie di riscontri tra il numero di telefono associato all’inserzione esca, l’IP del computer utilizzato per l’annuncio e la carta prepagata dove erano confluiti i soldi, i carabinieri catalizzavano le attenzioni investigative sull’odierno indagato nei cui confronti venivano acquisiti una serie di incontrovertibili elementi di responsabilità in ordine ai reati in premessa per le cui ipotesi veniva quindi denunciato.


04/12/2017

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Paolo Ruini
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