
REGGIOE EMILIA - Riceviamo una nota del consigliere comunale avv. Giovanni Tarquini, capogruppo di Lista Civica per Reggio e presidente di Associazione Reggio Civica in merito alla risposta dell’Ausl data sulle violenze nei pronto soccorsi che per il consigliere comunale non analizza le cause dei gravi episodi che si verificano al Pronto Soccorso
"La risposta dell'Ausl a seguito dell'ennesimo episodio di aggressione avvenuto all'interno del Pronto Soccorso dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia ai danni di una professionista della sanità lascia esterrefatti.
Dopo la doverosa solidarietà alla professionista e la immancabile sottolineatura che si tratta di fenomeni “purtroppo presenti in ogni parte d’Italia”, come a giustificare situazioni inaccettabili in una società civile, la direzione dell’Azienda elenca una serie di iniziative e azioni utili soltanto a cercare di mitigare le ragionevoli rimostranze dei sindacati che rappresentano una categoria di lavoratori, quella della Sanità, abbandonata in trincea.
Soltanto dopo molte righe e parole di circostanza, nella parte finale della nota diramata dall’Ausl, si fa un cenno al vero problema: la necessità di individuare “misure che tutelino e salvaguardino la sicurezza degli operatori che lavorano nei servizi a maggiore rischio di aggressione”.
La formazione, la preparazione alla psicologia dell'emergenza, la riduzione dei tempi di attesa e quant'altro sono certamente importanti, stante il contesto sempre più complicato in cui il personale sanitario si trova ad operare.
Ma lasciamo stare i sintomi e vediamo invece quali sono le vere cause di questa situazione.
Queste, diciamolo apertamente, sono da individuare nell'afflusso sempre più intenso di persone di ogni estrazione e provenienza, abituate a manifestare in modo plateale e a tratti aggressivo il loro malessere, nella convinzione di poter essere curati prima e meglio.
Così facendo, impediscono di fatto agli altri malcapitati utenti, abituati a comportamenti di maggior rispetto del luogo di lavoro e dei suoi addetti, a ricevere un servizio adeguato.
Al Pronto Soccorso cittadino sappiamo tutti, per esperienza diretta o indiretta, che la situazione peggiora di giorno in giorno e serve a ben poco ricordare che si tratta di un problema comune in tutta Italia. Pensiamo intanto a casa nostra e a come risolverlo.
Sollecitiamo chi di dovere, Prefetto e Questore, affinché organizzino anche presso gli ospedali del territorio presidi di sicurezza dotati di personale, preparato ad affrontare l'emergenza intesa come reazione aggressiva di pazienti e parenti.
I medici e i sanitari che si occupano delle emergenze sui pazienti devono poterlo fare in un ambiente sicuro e protetto. Ma non perché ci sono tante telecamere o perché l'infermiere è stato costretto a fare un corso di karate, ma perché ben presidiato!
Ciò che accade oggi qui è il risultato di una politica dell’accoglienza e di una ideologia dannosa che sta portando al tracollo il sistema sanitario pubblico locale, da sempre il nostro fiore all'occhiello. Fermiamo al più presto questa deriva!
Il consigliere comunale avv. Giovanni Tarquini
capogruppo di Lista Civica per Reggio Emilia,
e presidente dell'Associazione Reggio Civica
20/08/2026
Autore:
Paolo Ruini
paoloruini@canaledisecchia.it